“ Mi raccomando Blith, stai attenta quando attraversi la strada, obbedisci alla zia Cordelia e non lasciare mai la sua mano. “
La piccola annuì mentre stringeva la mano della zia nella sua e sorrideva contenta di andare in giro per negozi. Era una bimba vivace ed allegra. I capelli biondi e lo sguardo di un grigio intenso ed intelligente. I modi civettuoli e con una curiosità fuori dal comune anche per una bimba di 5 anni.
La vita di Buffy era stata un fallimento, agli occhi dei suoi genitori. Non aveva completato il college, non aveva fatto una brillante carriera e soprattutto aveva avuto una bambina e non era stata capace di tenersi il suo uomo. Ma lei proprio non ce l’aveva fatta quando, in cinta di sette mesi, aveva trovato Angel a letto con la sua amica Darla, aveva preso tutte le sue cose ed era andata via. I suoi non avevano gradito la sua ‘ visita ‘ ed avevano cercato in tutti i modi di costringerla ad inghiottire il suo orgoglio ed amor proprio e a tornare con Angel. Lei aveva resistito sino alla nascita della bambina, poi la nonna era andata a trovarla in ospedale e vista la situazione le aveva proposto di andare a vivere con lei nella sua vecchia casa stile Vittoriano, a Sunnydale. Buffy aveva accettato al volo, in fondo era stata sua nonna a crescerla, ed ora eccola lì cinque anni dopo…all’età di 25 anni, a dirigere il piccolo emporio che sua nonna le aveva donato e ad occuparsi del suo piccolo tesoro ed orgoglio, che la salutava con la manina mentre si allontanava per la strada. Sua cugina Cordelia era arrivata da poco a Sunnydale, aveva perso suo marito Xander in un incidente ed era annientata, Buffy rabbrividì. Nella sua vita non c’era più posto per gli uomini si era ripromessa che non avrebbe mai più permesso ad un uomo di decidere per lei e mai si sarebbe ridotta come Cordelia, che ormai viveva di ricordi in attesa della morte.
Guardò i mobili di quercia massiccia della sua stanza e sorrise tra sé la sua casa era calda ed accogliente, aveva affrontato tempeste, guerre ed il lento ma inesorabile scorrere del tempo. Era un rifugio sicuro e solido, ma ultimamente aveva bisogno di numerose riparazioni. Sospirò e si diresse di sotto, erano già le 10.00, il figlio di Nora era in ritardo. Nora era la loro vicina, amica di vecchia data di sua nonna Flo, sempre gentile e premurosa, si era molto affezionata a Buffy, e quando aveva saputo che aveva bisogno di aiuto per riparare il tetto della casa e per altri piccoli lavoretti. Aveva subito detto che suo figlio Spike, un fotografo naturalista sempre in giro per il mondo a Los Angeles in ferie per un mese, sarebbe stato lieto di darle una mano. All’inizio Buffy aveva rifiutato decisamente, ma quando aveva cominciato ad esaminare i preventivi dei vari falegnami, idraulici ed operai del posto, aveva deciso malvolentieri di accettare l’aiuto offertole, a patto che Spike Giles, si occupasse solo del tetto. Al resto avrebbe pensato lei più in là.
Entrò in cucina e si lasciò cadere pesantemente su una sedia. Guardò le due donne intente a sorseggiare una tazza di tè.
“ Cordy ha portato Blith al parco. Così tuo figlio eviterà un vero e proprio interrogatorio. “
Nora e Flo risero divertite. Blith come tutte le bambine cresciute senza padre, era attratta da qualsiasi rappresentante del sesso maschile.
Quando aveva cominciato a frequentare l’asilo si era resa conto che la sua famiglia era diversa dalle altre ed aveva cominciato a fare mille domande. E visto che ora sapeva di non avere un padre, aveva deciso secondo una logica tutta sua, di procurarsene uno. Il che faceva ridere le due donne anziane, ma metteva seriamente in imbarazzo Buffy, che ogni volta doveva porre rimedio alle domande imbarazzanti e alle ancor più imbarazzanti proposte che la piccola faceva ad ogni uomo che le andava a genio.
“ Spero solo non sia troppo disturbo per tuo figlio Nora. “
“ Ma figurati “ Nora cercò di tranquillizzarla. “ Lui è felice di aiutarti “
Buffy fece spallucce e alzandosi con riluttanza dalla sedia uscì dalla cucina. Percorse il viottolo sul retro e sollevò la scala di alluminio. L’appoggiò con attenzione al muro. Voleva dare un’occhiata al tetto e al danno che l’ultimo nubifragio aveva causato, sperando che le tegole che aveva comprato fossero sufficienti.
Dannate vertigini, pensò, se non ne avesse sofferto avrebbe potuto riparare da sola il tetto.
Salì lentamente ad uno, ad uno gli scalini. Improvvisamente cominciò a tremare. La scala ondeggiò. Buffy deglutì a fatica ma facendosi coraggio salì sino all’ultimo piolo. Contò il numero di tegole mancanti e conteggiò il doppio, per l’altra parte del tetto. Si apprestò a scendere altrettanto lentamente, ma commise l’errore di guardare in basso e il cuore le balzò dal petto. Fu presa da una crisi di panico. Si aggrappò convulsamente alla scala terrorizzata, incapace di muovere un muscolo. Non voleva gridare per non allarmare sua nonna. Cosa poteva fare? Solo restare immobile. Si disse che doveva continuare a scendere così come era salita, ma le gambe restavano rigide, inoltre i crampi minacciavano di farla cadere da un momento all’altro.
Una voce maschile giunse dietro di lei dal basso.
“ Ehi tutto bene lassù? “ Buffy non rispose e l’uomo si arrampicò sulla scala.
“ Calmati piccola, ora ti porto giù “ sussurrò una calda voce all’orecchio di Buffy, mentre una rassicurante figura maschile si accostava a lei. Le prese le mani, cercando di staccarle dalla scala a cui erano ancora serratamene aggrappate. “ Fidati dolcezza “ disse la voce in modo suadente. E Buffy inaspettatamente lo fece ed obbedì ai suoi comandi. Lasciò la presa e si aggrappò saldamente al braccio del suo salvatore, tenendo chiusi gli occhi. L’uomo sorrise e le promise cingendole la vita con un braccio “ Ora che ti ho preso, non ti lascerò andare “.
Incominciarono a scendere insieme. “ Ecco ora non puoi più cadere “ la rassicurò lui, deponendola sul soffice terreno del prato, la girò per guardarla in viso, continuando a tenerla per la vita.
Buffy sospirò tranquillizzata ed aprì gli occhi. Un sorriso seducente e leggermente arrogante e due occhi del blu più intenso che avesse mai visto, illuminavano il viso dai tratti marcati e maschili, dell’uomo che le stava di fronte. I capelli erano corti e innaturalmente ossigenati, ma stranamente gli donavano. Gli zigomi sporgenti. il corpo muscoloso ma snello, fasciato in un paio di jeans e t-shirt neri. Il tutto completato da uno spolverino di pelle, dello stesso colore.
“ Tu devi essere Blith “
Buffy ancora sconvolta rimase qualche secondo a guardarlo.
Lui le sollevò il mento per guardarla negli occhi e le disse “ Se tua madre avesse voluto che ti arrampicassi sul tetto, non mi avrebbe chiesto di venire, non credi? “ sembrava divertito.
Buffy fece un passo indietro “ Lei è Spike Giles? “ domandò incredula.
La sua risata sensuale riecheggiò per il giardino.
“ Il solo e l’unico. Non credevo che la figlia della Signora Summers fosse una cosina sexy come te. Sei più grande di come mi aspettassi “
Buffy arrossì erano passati anni da quando un uomo l’aveva definita sexy. Si passò una mano tra i capelli e si rassettò il top aderente che indossava. Arrossì violentemente quando sollevando lo sguardo, notò una luce compiaciuta negli occhi di lui.
Pensò che era un tipo presuntuoso, arrogante e pieno di boria.
Non sapeva se schiaffeggiare quell’uomo sorridente e sicuro di se o scappare via dal suo sguardo così sfacciato.
Mentre decideva si sentì afferrare per un braccio e trascinare verso casa.
“ Credo tu sia ancora scossa “ le disse “ sarà meglio cercare tua madre per farti dare un bicchiere d’acqua “
Buffy fu seccata dal trattamento paterno di quell’antipatico sconosciuto.
“ Grazie per avermi aiutato, sua madre l’aspetta in cucina “ disse con voce distante, mentre con fermezza si liberava dalla presa e gli faceva strada. Appena vide il figlio, Nora gli corse incontro abbracciandolo, mentre lui le stampava due sonori baci sulle guance.
Alla fine la donna si voltò verso Buffy. “ Sono contenta di vedere che avete fatto già fatto amicizia.”
“ Beh per l’esattezza l’ho appena salvata “ Nora guardò con stupore e preoccupazione prima suo figlio poi Buffy.
“ Mi ha aiutato a scendere la scala “ precisò Buffy.
“ Oh mio Dio, perché sei salita da sola, con la paura del vuoto che hai? Sono contenta che Spike sia venuto ad aiutarti Buffy cara “
“ Buffy? “ Spike la guardò incredulo e con meraviglia.
“ Già “ sorrise maliziosa lei.
Spike aggrottò le sopracciglia e con voce calma disse “ Sembra che io debba rivedere le mie teorie, Signora Summers.” Continuando a fissarla.
“ Così lei non è Blith…” Circondando le spalle della madre, la strinse di più a se, lanciandole una strana occhiata che incuriosì Buffy. Cosa stavano macchinando? Si chiese.
“ Hai dimenticato di darmi alcune informazioni importanti a quanto pare mamma. “ continuò lui.
“ Vieni a sederti Spike. Buffy ha preparato dei deliziosi dolcetti. “
Sua nonna prese il braccio libero dell’uomo e lo fecero sedere, Buffy intuì immediatamente le intenzioni delle due anziane signore e si preparò a mandare all’aria i loro progetti matrimoniali.
Sperando che Spike non si accorgesse delle loro manovre, e ribollendo di rabbia si appoggiò con la spalla alla credenza.
“ Veramente ho comprato i dolci già surgelati dal fornaio “ sorrise forzatamente mentre mentiva “ Non ho fatto altro che riscaldarli. Quando avrà finito Signor Giles, gli attrezzi e il materiale sono sulla veranda “
Spike addentò un dolcetto e sorrise alla madre. “ Sarà meglio che cominci a guadagnarmi il pane “ mormorò. Buffy si vergognò per la scortesia. Spike si alzò in piedi dirigendosi verso la porta e la tenne aperta per far passare Buffy.
“ Chiamami Spike, mia bellissima Buffy. Non vedo l’ora di vedere cosa hai scongelato per il pranzo “ disse a voce bassa. La ragazza raccolse la sfida e gli passò accanto, sfiorandolo. Spike aveva lasciato poco spazio fra se e la porta, costringendola a passargli molto vicino. Lei aveva intuito la manovra, ma non poteva tirarsi indietro. Sentì le risate di sua nonna e di Nora che avevano capito tutto. Indispettita guidò l’uomo in veranda.
Appena giunsero in giardino Buffy volle subito scusarsi per il comportamento della nonna.
“ Spike, spero che tu voglia scusare le manovre di mia nonna. Mi auguro che il suo assurdo atteggiamento non sia troppo imbarazzante per te “ disse confusamente. Questo fece ridere Spike.
“ Hai fatto due affermazioni…davvero interessanti “ raccolse alcune tegole e si incamminò verso la scala, certo che lei lo avrebbe seguito. Lo vide arrivare alla scala, posare il materiale sull’erba e girarsi verso di lei con un lampo divertito negli occhi.
“ Primo, il mio interesse per te era nato prima che conoscessi la tua dolce nonnina “ Sorrise vedendola arrossire.
“ Secondo, il pensiero che tua nonna e mia madre ti stiano gettando fra le mie braccia non mi imbarazza neanche un po’, anzi ne sono molto felice, ma credo che anche senza l’aiuto di quelle due, mi sarei dato da fare da solo. “
“ Co…sa? “ deglutì a fatica Buffy, fissandolo ad occhi sgranati “ Co…sa…..ha det….to? “ ripeté sbattendo più volte le palpebre, stupita da tanta arroganza e sfacciataggine.
Spike sollevò il sopracciglio e si avvicinò, guardandola intensamente negli occhi.
“ Quello che voglio è suscitare il tuo interesse e non credo che avrò bisogno dell’aiuto di mia madre o di tua nonna per riuscirci. “ L’afferrò per le braccia stringendola a se, nonostante la ragazza si divincolasse. “ La tua bocca è socchiusa passerotto,” la canzonò “ e devo dire che la trovo molto invitante. “
L’esclamazione di rabbia di Buffy fu soffocata dalle labbra di Spike che si osarono imperiosamente sulle sue, approfittando del suo smarrimento iniziale.
Le labbra premettero sulle sue e la lingua si insinuò avida nella bocca di lei esplorandola e assaggiandola.
Quel bacio, inaspettato, ardente, violento e rubato risvegliò in lei emozioni sopite da anni. Ogni cellula in lei fremette per il contatto con quell’uomo virile. Non poteva ignorare le gambe di lui premute contro le sue, il calore del suo torace che sembrava bruciale la pelle. La sua bocca che sembrava volesse divorarla.
Buffy si abbandonò languidamente tra le braccia di Sipke e ricambiò il bacio. Lui l’allontanò da se improvvisamente. “ Dopo aver suscitato il tuo interesse nei miei confronti, sarà meglio che mi metta al lavoro “
Buffy rimase a bocca aperta sconvolta dal comportamento così ambiguo e sfacciato di quell’individuo odioso.
Ancora scossa dall’ondata di piacere che l’aveva travolta Buffy restò a fissare l’uomo che prendeva il materiale e gli attrezzi posati sull’erba.
Respirò profondamente cercando di calmarsi, e si rese conto che l’aveva baciata, in pieno giorno, all’aperto. Chiunque avrebbe potuto vederli, e la cittadina era piccola, le chiacchiere correvano come il vento.
Sperando che nessuno l’avesse vista, strinse i pugni e si preparò ad affrontarlo. Buffy gli andò alle spalle, stava per aggredirlo verbalmente, quando lui si voltò sorridendole e le chiese con voce gentile.
“ Ti dispiacerebbe reggerlo un momento? “ Buffy afferrò il martello senza pensare. Lui si accinse a salire.
“ Aspetta! “ gli ordinò con voce sprezzante “ Non azzardarti mai più a fare una cosa del genere “ ringhiò.
Una luce fredda brillò nei suoi occhi blu. E altrettanto glaciale fu la sua voce mentre le rispondeva
“ Non ne ho la minima intenzione “
Buffy si sentì ferita da quell’affermazione brusca e confusa, senza riflettere esclamò:
“ Ma credevo che tu…io pensavo tu volessi…” imbarazzata teneva lo sguardo basso.
Quando sollevò lo sguardo da terra, vide che lui le sorrideva beffardamente.
“ Beh, visto che ci tieni tanto…vuol dire che ti bacerò ogni volta che me lo permetterai “
Buffy capì in quel momento la trappola che lui le aveva teso e in cui lei era cascata in pieno.
Fu assalita da un moto di rabbia. Lui era già in cima alla scala e per un momento Buffy desiderò scuoterla e farlo cadere.
“ Arrogante, vanitoso, detestabile, presuntuoso! “ borbottò pestando i piedi per terra.
Lui in un attimo le fu accanto e le tolse prudentemente di mano il martello.
“ Bella, adorabile, desiderabile, affascinante!” le sussurrò, ma prima che avesse finito di parlare, Buffy era già scappata via rifugiandosi in cucina nella speranza di riuscire a calmarsi. “ Cara non dovresti cambiarti per il pranzo? “ domandò sua nonna con fare casuale mentre preparava le sue famose crocchette di riso.
“ Nonna falla finita “ ribatté seccata Buffy. Non sopportava tutto quel tramare e cospirare alle sue spalle per trovarle un uomo. Lei ce l’aveva avuto un uomo…e il risultato era stato una bimba da crescere da sola, conti da pagare, anni sprecati e tanta amarezza.
“ Ma così sembri …”
“ Una madre, lavoratrice? “ la voce tagliente di Buffy ammutolì per un attimo le due donne, che si lanciarono uno sguardo complice.
“ Appunto “ continuò imperterrita la nonna.
“ E’ quello che sono “ continuò Buffy.
“ Tesoro tu sei ancora giovane e alla tua età si hanno dei * bisogni * non so se mi spiego….” La nonna socchiuse gli occhi allusivamente, mentre il colore delle guance di Buffy passava da un rosa, ad un rosso acceso per poi diventare di un bianco pallido.
“ Ma…ma….”
“ Oh avanti, hai bisogno di un bell’uomo che ti faccia godere un po’ cara. Quanti anni sono che…”
“ Noooonnnnnnaaa basta “ urlò Buffy imbarazzata.
“ Tua nonna ha perfettamente ragione cara, e con il tempo si diventa più acide, più…”
Buffy sollevò l’indice inviperita “ Ora fatela finita voi due. Io non sono affatto acida, non sono repressa e non ho bisogno di …di …..”
Le due donne la guardarono attentamente in attesa.
Buffy avvampò e poi sospirò rassegnata “ Oh al diavolo. Non ne ho bisogno “ ribadì, cercando di apparire convincente.
“ Mamma, mamma !” La voce squillante di Blith interruppe la conversazione, dai toni davvero imbarazzanti. “ L’operaio vuol sapere se può pranzare con noi. Dice che non si è fermato nemmeno un secondo. Allora può venire? “ la bimba la guardò con fare supplichevole.
Buffy maledì mentalmente Spike, ora sua figlia pensava di sicuro che lei fosse una sfruttatrice.
“ Di al Signor Giles che ci metteremo a tavola tra mezz’ora “
“ Sì, Grazie mamma “ gridò gioiosa la bimba, correndo fuori.
Dieci minuti dopo il faccino di Blith spuntò nuovamente dalla porta della cucina, con fare circospetto si avvicinò alla zia Cordelia e parlottò con lei per qualche minuto. Poi corse fuori come un fulmine. Buffy aggrottò le sopracciglia guardando prima la figura svolazzante di sua figlia e poi il viso di Cordelia, su cui era evidente un leggero sorriso beffardo.
“ Blith è pronto. Vieni a lavarti le mani “ la chiamò Buffy, seccata per il fatto che la bimba avesse passato tutto il tempo a gironzolare attorno a quell…quell…. Scosse il capo frustrata.
La bimba apparve accanto alla madre. “ Eccomi mamma “
Buffy la prese per mano e la scortò in bagno. Mentre le insaponava le mani, la bimba fissò attentamente la madre poi disse: “ Mamma non mi piaceva chiamarlo Operaio, così ho chiesto a zia Cordelia come potessi chiamarlo, se Nora fosse mia nonna e lei ha detto che potevo chiamarlo Zio Spike…Posso vero mamma? Lui ha detto che potevo…”
Buffy sgranò gli occhi, ma osservando il volto ridente della bimba, non poté far altro che acconsentire. “ E va bene “ disse tra i denti.
Quando tornarono in sala da pranzo, la tavola era apparecchiata con posate d’argento e bicchieri cristallo. La nonna aveva tirato fuori anche il servizio buono dei piatti. Sospirò ma non fece commenti, sarebbe stato tutto inutile.
Buffy si tenne pronta, sapeva che al momento dell’assegnazione dei posti le due terribili vecchiette avrebbero fatto di tutto per farla finire accanto al signor Giles, quindi, approfittando del fatto che lui stesse facendo accomodare le Signore, Buffy si sistemò a capotavola, mandando all’aria tutti i loro progetti.
Alla fine della cena tre donne ed una bambina pendevano dalle labbra e dalla voce sensuale di quell’uomo incredibilmente arrogante, mentre la quarta si agitava nervosamente sulla sedia, che le sembrava carbone ardente. Più volte aveva sentito gli occhi di lui fissi su di sé, ma si era rifiutata di incontrare quello sguardo ironico e sfacciato. Meno confidenza gli avesse dato, meglio sarebbe stato per tutti.
“ Mamma, Spike può restare con noi? “
“ Eh? “ Buffy guardò Blith terrorizzata, da quello che poteva, e lei temeva stesse per dire.
“ Ti prego Mamma. E’ così forte “
Buffy avvampò e cercando di dominare i nervi rispose “ Blith va a ….a…..”
“ Vieni Blith andiamo a prendere le bambole e le portiamo in giardino “ le venne in soccorso Cordelia.
Buffy le lanciò uno sguardo riconoscente, mentre cercava di evitare in tutti i modi quello di lui che sentiva addosso.
La bambina guardò la madre crucciata, ma alla fine ubbidì malvolentieri “ Va bene, uff “
“ Mi dispiace…” cercò di dire lei a Spike, a mo di scusa.
“ E di che? La proposta era allettante “ disse con fare allusivo lui, passandosi la lingua sui denti.
“ Buffy, posso parlarti un attimo? In privato? “ le domandò facendosi serio.
Buffy annuì, anche se non capiva cosa dovesse dirle che le altre non potessero sentire. Spike la prese per un braccio e la portò fuori dalla sala, le propose di andare nello studio che aveva oltrepassato, quando era entrato e si era recato nella sala da pranzo.
Quando Buffy lo vide entrare e chiudere la porta di legno dietro di sé, lo guardò sorpresa. Buffy sentì un nodo allo stomaco e il forte impulso di scappare lontano. Poi si disse che probabilmente si trattava di altri danni al tetto che lui aveva visto, mentre riparava le tegole.
“ Ho chiarito alcune cose con mia madre “ esordì “ E’ molto carino questo posto “ continuò fissandolo.
“ Già “ annuì lei, distogliendo lo sguardo e prendendo una sedia. Spike Giles la rendeva nervosa, aveva uno sguardo sfrontato e sicuro di sé che la metteva a disagio. Cosa aveva in mente? Si chiese.
La voce di lui risuonò calma “ Credevo fossi più…grande. “
Buffy rimase guardinga, quell’uomo aveva qualcosa in mente.
La fissò dritta negli occhi e le domandò a bruciapelo “ Ti sei forse costruita questo nido confortevole per sfuggire alla realtà della vita? “
“ Che cosa? “ balbettò Buffy colta completamente di sorpresa.
“ Cosa ti fa pensare di avere il diritto di farmi una domanda simile? Tu qui sei solo un ospite, ricordatelo. “
“ Immaginavo….” Si passò una mano tra i capelli “ Temi che qualcuno possa rompere il tuo freddo e razionale equilibrio? Non è vero? “
Buffy strinse i pugni, detestava decisamente quell’uomo.
“ Sei una donna intelligente, coraggiosa, ancora giovane ed attraente “ il suo sguardo la percorse con desiderio, facendola arrossire “ Non sai cosa ti stai perdendo, chiusa in questa prigione. Bisogna fare qualcosa per te, mia bellissima Riccioli d’oro “
Sorrise divertito vedendo l’espressione confusa della ragazza. “ Cercherò di spiegarmi meglio. Qualcuno deve tirarti fuori da questo nido nel quale ti sei rifugiata in questi ultimi anni passerotto “
Buffy ne aveva abbastanza. Si diresse alla porta decisa ad ignorare le sue provocazioni.
“ Credo sia meglio chiamare un operaio per il tetto. Dirò a tua madre che non ci siamo messi d’accordo “
Spike allungò la mano afferrandole un polso prima che raggiungesse la porta.
“ Ma se andiamo perfettamente d’accordo noi due “, le sussurrò. “ Io mantengo sempre le mie promesse. Ho detto che avrei aggiustato il tetto e intendo farlo. Ho anche promesso che ti avrei baciato ogni volta che me lo avessi permesso…come ora, per esempio “
Con uno strattone l’attirò a se cingendole la vita per non farla muovere. I suoi occhi fissarono desiderosi la piccola bocca di lei, tremante di collera.
“ Non ti permetterò di baciarmi! “ Ringhiò lei cercando di divincolarsi.
“ Davvero? “ le chiese lui, attirandola ancora di più a sé. “ La tua bocca è un’amabile provocazione che non intendo lasciarmi sfuggire “ Le sue labbra si posarono sulla guancia di lei e scesero lungo il collo. Le sue mani le bruciavano la pelle di lei attraverso la sottile maglietta.
Buffy ansimò e chiudendo gli occhi per nascondere le sensazioni sconvolgenti che provava, si lasciò andare contro di lui.
“ Davvero? “ ripeté Spike e le chiuse la bocca impedendole di rispondere.
Buffy si sentì travolgere da un’ondata di eccitazione, troppo a lungo repressa. Le emozioni presero il sopravvento, impedendole qualsiasi reazione. la lingua di lui vinse ogni sua incertezza.
“ Ti prego “ gemete lei rovesciando la testa all’indietro per cercare di sottrarsi ai suoi baci, ma i suoi tentativi di liberarsi erano vani. Lui approfondì il bacio, diventando più esigente, ma quando lei si arrese al desiderio e gli cinse il collo con le mani, lui fece un passo indietro e la lasciò andare.
“ Se hai bisogno di me sono sul tetto “ Le baciò la punta del naso, sorridendole con fare canzonatorio.
“ Fuori di qui! “ urlò Buffy, cercando di riprendere il controllo, e sollevando una mano per schiaffeggiarlo.
Lui fu più rapido ad afferrargliela, se la portò alle labbra e posò un lieve bacio sulla palma.
“ Calma piccola, dimentica il tuo orgoglio. Devi tornare a vivere, ed io sono qui per questo “
E senza darle il tempo di reagire, uscì dalla stanza e si richiuse la porta alle spalle. Furibonda e frustrata andò di sopra a rassettare le stanze lanciando tutta una serie di imprecazioni contro l’uomo che le stava riparando il tetto. Alla fine impolverata e in disordine e per nulla calma, decise di fare una doccia. Di solito, n vero toccasana per il suo cattivo umore. Il colpi del martello accompagnavano lo scorrere dell’acqua bollente, come a volerle ricordare la presenza di Spike. Come avrebbe fatto a resistere? Doveva assolutamente liberarsi di quell’uomo arrogante e sfrontato.
Ogni colpo le ricordava il suo torace sodo e scolpito Buffy Summers smettila subito di pensare a queste assurdità. E’ possibile che tu abbia perso tutto il tuo buon senso e la ragione per un paio di ….BASTA!!!!! Urlò dentro di se. Chiuse con rabbia il rubinetto e si asciugò vigorosamente. Si cosparse il corpo con crema profumata ed andò in camera da letto per scegliere cosa indossare.
Il martello aveva cessato di battere e lei poté sentire la voce calda e profonda del figlio di Nora rispondere alle domande insistenti di Blith. Quando lo udì ridere di cuore, si allacciò i jeans, indossò una canotta, e si avvicinò curiosa alla finestra.
“ Questa stanza è brutta e vecchia, invece quella della mamma è molto bella. Potresti dividerla con lei, non credi? “ gli stava proponendo sua figlia con entusiasmo.
Buffy strabuzzò gli occhi all’udire quelle parole mentre sua figlia aggiungeva tranquillamente:
“ Ha un letto molto grande, e non le dispiacerà dividerlo con te. Ne sono sicura“
“ Davvero? “ chiese con interesse Spike passandosi una mano lungo la mascella. Lo sguardo divertito e sornione.
Rpssa per la vergogna Buffy corse di sotto decisa a porre fine all’imbarazzante conversazione. Riempì un bicchiere di limonata e cercando di assumere l’aria più disinvolta possibile uscì in giardino, nello sguardo scintille di battaglia imminente.
Raggiunse il retro della casa dove i due erano ancora intenti nella conversazione.
“ Blith, perché non vai a giocare con Zia Cordelia e lasci lavorare in pace il Signor Giles? “ cercò di apparire distaccata e fredda.
“ Zietto chiediglielo avanti … “ implorò Blith aggrappandosi al braccio di Spike.
Spike fissò Buffy con occhi attenti.
“ Mamma, vero che zio Spike può dormire con te nel tuo letto? “
Buffy avvampò e per poco non si spiaccicò con il viso sul prato. Incapace di rispondere non poté far altro che assumere un’aria sciocca e sorridere nervosamente.
“ Blith…per favore…” cercò di sviare la conversazione.
“ Mamma, ti prego. Il tuo letto è così grande. Mi fai sempre dormire quando piove. E poi sai di buono. A zio Spike piacerà sentire il tuo odore. “
Buffy ormai sentiva il terreno mancarle sotto i piedi. Avrebbe voluto che una voragine si aprisse e la inghiottisse all’istante.
“ Blith il Signor Giles “ disse cercando di mantenere un tono formale “ di certo avrà un letto SUO dove dormire “
“ Beh…non mi spiacerebbe poter annusare il tuo odore Buffy “ sogghignò lui perversamente.
Si stava divertendo a metterla in imbarazzo.
“ Si Zio e poi tu potresti scaldare la mamma quando fa freddo. Sai lei è molto freddolosa “ disse Blith con convinzione.
Il ghigno si allargò sul viso di Spike, mentre sollevava il sopracciglio, che mostrava una cicatrice davvero sexy. Buffy si rimproverò mentalmente per il pensiero.
“ Con piacere amore. Il mio corpo è a tua completa disposizione “
“ Visto mamma? Allora può dormire con te? “
A quella domanda di sua figlia Buffy fu ridestata dal momentaneo stato di confusione e stupore che l’aveva colta. Riprese l’uso della parola e a fatica balbettò:
“ Blith…va subito da Zia Cordeilia. Lascia in pace il Signore. “
Blith stava per protestare, ma la madre la zittì, lanciandole uno sguardo severo. “ Blith! “
La bimba sbuffò “ Zietto convincila tu. E’ troppo grande quel letto per lei sola “ disse tra il supplichevole e l’imbronciato a Spike e lentamente, di malavoglia rientrò in casa.
Buffy la vide allontanarsi e sospirò affranta. Blith sentiva la mancanza di un padre, e per quanto lei si fosse affannata in tutti quegli anni a farle sia da madre che da padre, Blith ne desiderava uno in carne ed ossa.
Ricordandosi improvvisamente di non essere sola si girò verso la fonte di tutti i suoi guai, e si preparò allo scontro….ma non era pronta a quello che avvenne.
Non fece in tempo a girarsi che urtò contro qualcosa di solido e duro. Sollevò lo sguardo e vide Spike fissarla intensamente. Riconobbe la luce del desiderio brillare luminosa nel blu profondo dei suoi occhi. Istintivamente cercò di indietreggiare, ma due salde braccia si serrarono attorno alla sua sottile vita, impedendole di allontanarsi da lui.
“ Passerotto “ mormorò lui sprofondando il viso nell’incavo del collo di lei. Aspirò profondamente e poi sussurrò: “ Blith ha perfettamente ragione, sai di buono “
Buffy si sentì avvampare, mentre una sensazione di calore la avvolgeva, causandole brividi caldi lungo tutta la schiena.
“ Mi lasci “ gemette, tremando.
“ Sai, sto prendendo in seria considerazione la proposta di Blith di venire nel tuo letto a scaldarti “
La sua voce profonda e le immagini di lui nudo nel suo letto mentre la stringeva a se, furono troppo per Buffy. Un gemito sorpreso e frustrato le sfuggì dalle labbra prima che potesse controllarsi.
Spike rise, la sua mano risalì lungo la schiena di lei, incendiandola. E si soffermò dietro la nuca. Strinse i capelli di lei a pugno tra le dita e l’attirò ancora più vicina.
“ Si, credo proprio che il tuo corpo abbia bisogno di essere ….scaldato “ esclamò con voce roca sulle labbra di lei, prima di baciarla con foga.
Buffy stava per protestare ma le labbra di lui schiacciate contro le sue glielo impedirono. Ansimò, cercando di divincolarsi dalla stretta, ma il suo corpo la tradì e prontamente rispose al bacio, avvinghiandosi a quel prepotente, arrogante, sfacciato individuo dal nome ridicolo.
Le mani di Buffy si serrarono attorno alla nuca di lui, mentre le gambe si schiacciarono contro quelle di lui alla ricerca di un contatto più intimo. Buffy si perse nelle sensazioni quasi dimenticate che il calore di un corpo maschile può dare. Quando riaprì gli occhi lui la stava fissando divertito.
“ Signora Summers, credo proprio che lei abbia proprio bisogno di qualcuno nel suo letto, che la tenga calda “
Buffy cambiò colore una decina di volte prima di riuscire a riprendere il controllo di se stessa.
“ Lei è ….. “ balbettò incoerentemente.
“ L’uomo che la terrà calda? “ Sogghignò con aria sicura “ Puoi giurarci amore. “
Buffy rimase allibita e mentre cercava ancora una parola offensiva che potesse definire quell’individuo odioso, lui era già risalito sul tetto.
Frustrata per essere stata presa in giro per ben 3 volte nella giornata Buffy rientrò a passo di carica in casa. Giurando a se stessa, che quella sera stessa Spike Giles sarebbe uscito dalla sua casa e dalla sua vita per sempre. La cena fu un vero supplizio per Buffy, che, mentre osservava i suoi compagni di tavola, aveva in mente solo un pensiero: come riuscire a liberarsi di Spike Giles possibilmente prima di subito. Cosa che non appariva semplice visto che Blith non faceva altro che sorridere e civettare con lui. Sua nonna e Nora sembravano osservare continuamente lei e lui, nella speranza di cogliere qualche segno di una particolare simpatia. E sua cugina Cordelia era tornata a sorridere dopo mesi di lutto inconsolabile. Buffy era davvero seccata.
Attendeva con impazienza di restare da sola con quell’individuo, giusto il tempo per dirgli quello che pensava e per mandarlo a calci fuori dalla sua vita.
Seduti sull’altalena in veranda, Buffy pensò fosse giunto il momento per mettere in atto il suo proposito, ma ecco che le cose precipitarono inaspettatamente…
Si era appena voltata verso di lui e stava per cominciare la sua arringa che Blith si catapultò fuori e si sedette in mezzo a loro, guardando prima uno, poi l’altro, sorridente.
“ E’ una bella serata vero? “ sbottò, assumendo un’aria casuale.
“ Già “ Spike annuì, facendo scivolare il braccio lungo lo schienale del dondolo. Sfiorando con le dita la pelle morbida e calda del collo di Buffy, che istintivamente si ritrasse ed irrigidì.
“ Guarda che non mordo amore “ mormorò, sorridendole divertito.
“ Ed è buio “ continuò Blith, come seguisse un filo immaginario di un discorso tutto suo.
“ Si “ rispose Buffy, accarezzandole la nuca, in un gesto d’amore materno.
“ E tu Mamma mi hai sempre detto che è pericoloso uscire…quando fa buio. Non è vero? “
Buffy aggrottò le sopracciglia cercando di capire dove la bambina volesse arrivare.
“ Esatto “ rispose, sorridendole con dolcezza.
“ Perfetto….Avevo ragione io “ scattò in piedi, in volto un sorriso quasi diabolico.
“ Zia Cordy, Zia Cordy…avevo ragione io. La Mamma dice che è pericoloso girare di notte, quindi, Spike resta a dormire qui con lei.”
Buffy che era seduta sul lato estremo del dondolo perse l’equilibrio e cadde pesantemente per terra. Battendo il fondoschiena sulle dure assi di legno di quercia.
“ Ohi “ gemette, massaggiandosi per lenire il dolore.
“ Tu vuoi dormire con la mamma vero Spike? “ domandò fissandolo impaziente, trattenendo il fiato, in attesa della sua risposta.
“ Oh ma certo che si piccolina. A Spike farebbe tanto, tanto piacere dormire qui, con la tua Mamma.”
“ Evviva. Evviva.” Una strana luce brillava nei suoi occhi, mentre in silenzio Cordelia la osservava dal vano della porta. Decisamente quel demonietto aveva in mente qualcosa.
“ No, no. Niente affatt…” Stava già protestando Buffy quando lo sguardo sconfortato della figlia la fece ammutolire.
Blith inclinò il capo, i capelli biondi ondeggiarono nell’aria e i suoi occhi grigi si scurirono. Fissò la madre con sgomento. Buffy si sentì stringere il cuore, odiava quando lei faceva così. Le rendeva praticamente impossibile dirle di no. Rassegnata, abbassò il capo e a denti stretti disse: “ E va bene. Può restare qui. Per questa notte “ Nell’ultima frase una, poco velata minaccia diretta a Spike.
Lui le lanciò uno sguardo malizioso e si alzò in piedi battendo i palmi delle mani sulle ginocchia.
“ Bene…allora che ne direste di rientrare? E di andare a dormire…credo sia stata una giornata faticosa per tutti. “
Buffy strinse i pugni. E li seguì. Quando fu certa di essere fuori dalla portata dell’udito di Blith, sussurrò a Spike rabbiosamente “ Domani mattina, sparirai prima che lei si alzi “
Spike rimase immobile a fissare la linea dura delle sue labbra sottili, lo sguardo acceso di ira e impotenza, come quello di un cerbiatto che sa di essere in trappola.
“ Non ci contare amore, io non mi alzo mai prima delle dieci “ e prima che Buffy potesse ribattere era già entrato in cucina, dove gli altri stavano chiacchierando animatamente, mentre Blith cercava di stabilire le sistemazioni per la notte.
“ Perché Spike non può dormire con la mamma? Così domani fanno colazione a letto “
“ Blith adesso basta. “ La interruppe Buffy, con dolcezza, ma anche determinazione.
Non osando guardare Spike, anche se con la coda dell’occhio aveva visto un ghigno sempre più largo e compiaciuto, formarsi agli angoli bocca.
“ E’ ora di andare a letto “ la guardò severamente.
Blith cercò di protestare, ma di fronte alla risolutezza della madre, si arrese sbuffando.
“ Va bene. Ma voglio che tu e Spike mi diate il bacio della buona notte “
Buffy roteò gli occhi esasperata e rassegnata acconsentì. Tutti e tre salirono di sopra, mentre le altre tre donne, si scambiavano sguardi significativi, restando in un silenzio attento. “ Tu sulla guancia destra mamma e tu su quella sinistra Zio Spike “ordinò la bambina infilandosi sotto le coperte e sporgendo il viso.
“ E va bene piccolo diavoletto “ le sorrise la madre cercando di evitare lo sguardo di Spike.
Due teneri baci schioccarono sulle sue guancette rosee e poi la bimba si ritrasse bruscamente.
I visi di Spike e Buffy si trovarono a pochi centimetri l’uno dall’altro, restarono immobili a fissarsi. L’alito caldo dell’uno si intrecciava con quello dell’altro. Gli occhi di lui si scurirono mentre si soffermavano sulle mie labbra, quasi accarezzandole con lo sguardo.
Imbarazzata e vagamente impaurita distolse il suo sguardo e tornò a sorridere alla sua piccola peste.
“ Adesso dormi. Okay? “ le disse cercando di mantenersi seria.
“ Va bene “ rispose obbediente la bimba, ricambiando il sorriso e continuando a guardarli mentre andavano verso la porta e la richiudevano alle loro spalle.
Strinse le lenzuola tra le manine e si preparò a fare il sogno più bello della sua vita: Avere finalmente un papà tutto suo.
Appena fuori dalla portata dell’udito di Blith, Buffy strattonò Spike per il braccio e con voce acida e brusca lo aggredì:
“ Adesso mi stia ben a sentire lei. Domani stesso prenderà tutte le sue cose, la sua bella macchina sportiva e sparirà dalla mia vita per sempre ” Era soddisfatta di se stessa, era riuscita a parlare senza farsi distrarre dal suo dannatissimo sorriso sexy, ma non poté godere a lungo di quella vittoria personale. Una carica di donne assonnate e ridenti li investì.
“ Bene la piccola è andata a dormire? E’ stata una giornata molto faticosa, credo sarebbe meglio che anche noi facessimo lo stesso “ Buttò lì la nonna di Buffy, massaggiandosi il collo.
“ Si anche io sono stanca “ rispose Buffy, cercando di ignorare, l’insistenza con cui lui continuava a fissarla.
“ Bene. Buffy mentre voi eravate a mettere a letto Blith, io e Cordelia abbiamo deciso le sistemazioni. Sperando che il nostro caro Spike, abbia deciso di accettare il nostro invito “
“ Nonna. Il Signor Giles non ha nessuna intenzione di res…”
“ Ma certo che accetto. Molto volentieri Signora Summers. “ la precedette lui, sorridendole sornione.
“ Perfetto. Allora queste sono le lenzuola Buffy, va a preparare il letto del nostro ospite. “
E con un gesto risoluto le passò la pila di lenzuola profumate.
“ Co…sa? “ Balbettò incredula Buffy, mentre il suo mondo ed il suo equilibrio mentale venivano messi sottosopra.
“ Visto che Spike dormirà nella stanza accanto alla tua, non ti spiacerà preparargli il letto. Noi siamo così stanche, non è vero ragazze? “ e sorridendo si rivolse a Nora e Cordelia, che all’unisono annuirono.
“ Ma ti stavo dicendo che il Signor Gile…” cercò di protestare lei.
“ Sarà molto contento che di dormire in un letto preparato con le tue piccole e candide manine passerotto “ la interruppe di nuovo lui, guadagnandosi uno sguardo assassino di lei.
“ Buonanotte ragazzi. “ tagliò corto Nonna Flo. E come un generale al comando delle sue truppe, si mise in marcia ed accompagnò le altre nelle loro stanze.
Buffy rimase lì impalata, incapace di rendersi conto di come tutto fosse accaduto e lei fosse finita all’inferno, che in questo momento la stava scrutando divertito con due occhi di un blu impossibile.
“ Non una sola PAROLA “ ringhiò in avvertimento.
Spike infilò le mani in tasca e piegò il capo da una parte. “ Mi fai strada amore? “
Sdegnata e furibonda, Buffy girò sui tacchi ed a passo di carica si affrettò verso la stanza di quell’odioso individuo.
“ Ecco questa è la tua camera, PER ORA “ ci tenne a precisare, senza degnarlo di uno sguardo.
In fretta e furia sistemò le lenzuola sul letto, aggiustandole alla meglio. L’aria era tesa ed inspiegabilmente Buffy, avvertiva una sensazione di calore che le faceva avvampare il viso.
“ Bene adesso e pronto. Buona notte “ si alzò in piedi e si girò per andare alla porta, invece si trovò di fronte a lui che la fissava con sguardo famelico.
“ Non mi dai il bacio della buonanotte amore? Senza non riesco a dormire, proprio come Blith “
“ Razza di cafon…” prima che potesse continuare ad insultarlo, Spike le circondò la vita con un braccio e l’attirò a se. Le passò rapidamente una mano tra i capelli e reclamò il possesso delle sue labbra.
Buffy cercò di respingerlo, ma non appena la lingua di lui premette contro le sue labbra, scoccò la scintilla. Un brivido serpeggiò lungo la schiena di lei e proruppe in un gemito sommesso di bisogno. Con foga e urgenza lo strinse a se, premendosi il più possibile contro il corpo duro di lui.
Piegò il capo per consentirgli di approfondire il bacio e si avvinghiò con le gambe a lui.
Spike sorrise e gemette, nella bocca di lei, mentre la divorava senza tregua. Quando finalmente la lasciò andare, per riprendere fiato, Buffy sentì la realtà caderle sulla testa, come una tegola del suo malridotto tetto. Gli occhi ancora pregni di desiderio, si sgranarono per lo shock e si irrigidì ancora avvolta nella sua stretta. Spike capì subito il cambiamento di umore e sulle difensive, assunse nuovamente l’aria arrogante e soddisfatta.
“ Wow, questo si che si chiama ‘ Bacio della buona notte ‘ “
Buffy storse le labbra e il suo viso si indurì. “ Imbecille “ rispose, ancora non completamente lucida per arrischiarsi a controbattere con frasi più lunghe. Senza attendere risposta, si divincolò dalla presa e fuggì via. Sbatté la porta della stanza e si lanciò letteralmente sul letto. Calde lacrime, che lei si disse di essere di rabbia, ma che sembravano più di frustrazione e desiderio, le solcarono il viso. ……Il college… un agglomerato di edifici dall’aspetto imponente e quasi minaccioso, cortili con erba sempre tagliata, e frotte di ragazzi sempre di corsa. Buffy era terrorizzata, immobilizzata davanti all’ingresso dell’edificio principale, stringeva al petto i suoi quaderni come fossero uno scudo. Sospirò profondamente e varcò la soglia con passo incerto e titubante. Si guardò intorno alla ricerca di qualcuno dall’anima gentile che le desse qualche indicazione. “ Mi scusi…” azzardò con voce sottile e timida. Avvicinandosi ad una ragazza dai lunghi capelli biondi, l’altezza statuaria e l’aria molto snob. “ Scusami ma non ho tempo da perdere con le matricole “ la bloccò la giovane, lanciandole uno sguardo quasi disgustato. “ Harmony vieni? “ la chiamò un gruppo di ragazze, anch’ esse vestite all’ultima moda. La bionda scansandola di malo modo l’oltrepassò e a passo rapido raggiunse il gruppo che sghignazzando si allontanò. “ Cominciamo bene “ sospirò Buffy guardandosi intorno sgomenta. “ Hey ti serve una mano? “ Una voce gentile la rincuorò e con un largo sorriso, si voltò. Una ragazza dai capelli rosso fuoco, le lentiggini sul naso e due occhi intelligenti e gentili ricambiò il suo sorriso in attesa. “ Si grazie, sono nuova e non so…. “ “ Dove andare? “ completò la rossa con dolcezza. “ Non ti preoccupare, questo posto è molto più piccolo di come sembra all’inizio. “ le fece l’occhiolino e porgendole la mano disse “ Io sono Willow “ “ Piacere Buffy “ “ Adesso guardiamo un po’ il tuo foglio di iscrizione “ e con fare elegante e gentile prese il pezzo di carta ormai spiegazzato e cominciò a leggere attentamente. “ Ah guarda abbiamo 2 corsi in comune. Quindi…tu sarai una futura psicologa giusto? “ le domandò sorridente. “ Si spera “ rispose Buffy con aria poco convinta. “ Allora sei con … la walsh, è una tosta, ma in gamba vedrai “ “ Ah si? “ Buffy era sempre più confusa, ma accanto a quella ragazza si sentiva più sicura. “ Su vieni ti accompagno in classe “ insieme si avviarono lungo il corridoio. Fu allora che lo vide: Alto moro, occhi scuri come la notte, carnagione diafana come la Luna, labbra sottili e delineate. Fu subito catturata dal suo sguardo magnetico e nel preciso istante che le passò accanto e le sorrise, Buffy seppe di essere innamorata di lui. Da allora nel suo cuore  non ci fu posto per nessun altro. “ Chi è? “ domandò incespicando le parole, senza staccare gli occhi dalla figura che flessuosa e sicura si allontanava accompagnata dalla luce che filtrava dalle grandi vetrate del corridoio. “ Quello è Manzo, cioè Angel “ sussurrò Willow con un sorriso divertito sulle labbra. “ Non so cosa ci trovino di tanto affascinante le ragazze ma…Scordatelo “ precisò subito scuotendo il capo, mentre osservava l’espressione rapita di Buffy. “ E’ il ragazzo più ambito della scuola Buffy, ha una fila di ragazze che arriva sino a New York, ed è presuntuoso “ sbuffò seccata, accorgendosi che ormai anche Buffy era persa in una nuvoletta rosa con la faccia del manzo. “ Siete un caso disperato di cecità totale “ borbottò, mentre afferrava l’amica per il braccio e la trascinava via di peso. “ Su andiamo o faremo tardi “ Buffy si svegliò con un terribile mal di testa. “ Accidenti “ borbottò quando i suoi piedi toccarono il pavimento freddo. Si stropicciò gli occhi ancora impastati di sonno e a fatica si alzò dal letto e si trascinò sino alla specchiera. “ Oddio “ sospirò sgomenta, scostandosi le ciocche ribelli dal volto pallido. “ Decisamente orribile “ sentenziò rassegnata e distolse lo sguardo amareggiata. Con passo incerto si avviò verso il bagno, un’altra giornata in compagnia di quell’odioso Spike Giles. Con violenza sbatté la porta dietro di se. “ La mia mamma è in gamba. Sa fare tutto: ripara la lavatrice, la macchina, e poi non ha paura di niente spesso la sera gira per la casa senza accendere le luci, e si prende cura di tutti quando sono malati…” Blith elogiava con molto calore le doti della sua mamma, mentre seguiva a distanza ravvicinata Spike. “ E poi è bellissima, non sembra anche a te? “ Spike si toccò con le dita il mento, sollevò lo sguardo e la vide avanzare rapidamente lungo il viale illuminato dal caldo Sole mattutino. “ Si Blith, la tua mamma è un Raggio di Sole “ mormorò facendo scorrere uno sguardo intenso sul corpo minuto ma armonioso di Buffy. “ Proprio un Raggio di Sole “ ripeté parlando quasi tra se e se. “ Oh, non ci avevo mai pensato ma si….Raggio di Sole mi piace “ sorrise la bimba contenta. “ Blith! Vieni subito in cucina a fare colazione “ esordì con voce severa la donna. Ignorando volutamente l’uomo in piedi davanti a lei, che continuava a fissarla intensamente. Blith strizzò gli occhi, preoccupata di essere ripresa “ Si mamma, andiamo “ si voltò sorridendole innocentemente la bimba. Buffy scosse il capo, quella bambina era davvero un piccolo demonietto, sapeva sempre come disarmarla. Con un balzo la bimba le fu accanto e le con la manina strinse la sua. “ Buongiorno Raggio di Sole “ la salutò sorridendole Spike. “ Era un buon giorno prima di vederla “ ricambiò il sorriso sarcasticamente. Blith sollevò il capo e le sorrise allegra “ Raggio di Sole “ ripeté convinta. “ Cosa? “ chiese Buffy interrogativamente. “ Niente, Mamma. Andiamo “ e la trascinò via. Buffy esitò, poi il desiderio di allontanarsi da quello sguardo insolente e penetrante, sotto il quale si sentiva nuda ed indifesa, la fece desistere e si lasciò portar via dalla sua adorata bambina. “ Buffy! Buffyyyyyyyy….! “ L’urlo di nonna Flo, spaventò Buffy che prendendo in braccio Blith corse verso la cucina. “ Cosa è successo Nonna?! “ domandò, con voce affannata dalla corsa. “ Leggi Piccola mia, leggi “ ripeteva sua nonna, porgendole un foglio bianco con tanto di intestazione del tribunale di Los Angeles. “….Con la presente si comunica che in data …. La Signorina Buffy Summers è tenuta a presentarsi in tribunale, alla sezione minori in merito alla richiesta di affidamento di Blith Summers avanzata dal Signor Angel Stevenson, padre biologico e……..” Buffy continuò a leggere confusamente il seguito della lettera. Dio! Angel come aveva potuto farle questo, un senso di nausea e di rabbia le attanagliarono lo stomaco, mentre calde lacrime avevano cominciato a scivolare silenziose lungo la sua guancia tesa. “ Mamma…che succede. Mamma? “ ripeteva la bimba, tirandole la maglietta in apprensione. “ Mamma ti prego, mi fai paura “ Buffy si riscosse dal torpore che si era impossessato di lei e sospirando si girò verso la bimba: “ Niente amore, va tutto bene. “ Si asciugò il viso con una manica e strinse i pugni. Avrebbe lottato sino alla morte per la sua bambina, non avrebbe mai permesso ad Angel di portargliela via. “ Adesso vai a giocare amore, io e la nonna dobbiamo parlare “ Blith si accigliò ma non protestò, e lentamente con il capo chino uscì dalla cucina. “ Non volevo leggerla, l’ho aperta senza… pensavo fosse la bolletta della luce e….” Nonna Flo era agitata “ Allora cosa dobbiamo fare tesoro? Lui non può portarcela via vero…? “ domandò ansiosa. Buffy scosse il capo “ Non lo permetterò mai nonna, dovrà passare sul mio cadavere. Vado da Riley “ e senza dire altro uscì di corsa. “ Dio voglia sia così “ pregò la nonna mentre sconsolata si sedeva priva di forze. “ Ciao Riley, posso entrare? Ti disturbo? “ Buffy lo guardò in apprensione e Riley capì che si trattava di una cosa seria. Si fece da parte per lasciarle libero il passaggio. “ No, figurati. Entra pure Buffy “ “ Grazie! “ “ Allora cosa è successo dimmi tutto “ “ E’ Angel …” rispose sospirando Buffy, mentre si lasciava cadere pesantemente sul divano. “ Cosa ha fatto ancora…” il tono di Riley era rassegnato. Conosceva Buffy da tanti anni, gli era sempre piaciuta, ma non aveva mai avuto il coraggio di farsi avanti. Tra loro c’era sempre stato Angel ed ormai ci aveva rinunciato. Sarebbe stato per lei sempre e solo un buon amico. “ Vuole portarmi via Blith…” mormorò, con voce spezzata. Gli occhi di Riley si spalancarono per l’incredulità, per un istante. “ Cosa? Ma con che coraggio…” non riuscì a finire la frase. Buffy aveva tirato fuori dalla tasca un foglio spiegazzato e glielo porgeva ansiosa. “ Può farlo? Ti prego dimmi di no “ lo supplicò con gli occhi pieni di lacrime. Riley scorse il foglio con gli occhi, e poi sollevò il capo con aria preoccupata. “ Buffy….io….” non sapeva come dirglielo, Dio odiava quell’uomo. “ Noooo, non può essere vero. Perché? Come è possibile? “ “ Angel è davvero un bastardo…se potessi mettergli le mani addosso io….” “ Non c’è nulla che possa fare per evitarlo? Dimmi che non mi porterà via Blith” “ Angel ha sposato Darla, Buffy. E tu sai che il padre è il governatore dello Stato….amico intimo del presidente…” Si passò una mano tra i capelli, cercando di trovare uno spiraglio, una possibilità “ Ma io sono sua madre…io mi sono sempre occupata di Blith “ “ Buffy! C’è un solo modo per evitare che lui ti tolga Blith…devi sposarti…” Un pesante silenzio calò nella stanza, sul volto di Buffy passarono una miriade di emozioni, confuse e violente. “ Bene, Riley vuoi sposarmi? “ disse decisa, fissandolo intensamente. “ Cosa? “ Riley la fissò a sua volta sconvolto. “ Io….veramente….” balbettò, lasciandosi cadere sulla poltrona, di fronte al divano. “ Ti prego Riley “ “ Buffy…io, io…” scosse il capo, no, non era la cosa giusta. Aveva da sempre desiderato Buffy, ma non così. “ No, Buffy non posso, mi spiace “ disse alla fine distogliendo lo sguardo. “ Ma Riley…” Buffy sembrò cadere dalle nuvole. “ Buffy…ascoltami, io ti voglio bene…e per un po’ ho sperato che un giorno tu ed io….accidenti com’è difficile “ sbuffò seccato con se stesso. Buffy sorrise lievemente comprensiva. “ Si ho capito “ rispose in un soffio. “ Ora devo andare scusami “ si alzò frettolosamente, ed a passo incerto si diresse verso la porta. “ Ti senti bene? Aspetta, Dove vai Buffy? “ La seguì a ruota Riley preoccupato e dispiaciuto. “ A cercare un marito…prima che sia tardi “ rispose ironica e salì in macchina, partendo sgommando. Girovagò senza meta per Sunnydale, doveva trovare un uomo disposto a sposarla al più presto…ma poi sarebbe davvero stato sufficiente? Sbatté il pugno sul volante e aprendo violentemente la portiera, scese dalla vettura. “Che tu sia maledetto Angel, possa bruciare all’inferno.” Sibilò ormai alla disperazione, osservando la sua ombra allungarsi sull’asfalto si accorse che il Sole stava ormai tramontando. Si era allontanata da casa da molte ore senza dare notizie, immaginò la preoccupazione di Blith e di sua nonna, così amareggiata salì in macchina e riprese la strada verso casa, con il cuore gonfio di rabbia e di paura. Un fiotto di luce calda proveniva dalla cucina, la stavano aspettando. Buffy aveva così freddo. Con passo trascinato e pesante entrò, chiudendo gli occhi in attesa delle domande a cui lei non aveva una risposta. Invece ci fu silenzio, un silenzio innaturale. Buffy aprì gli occhi e quello che vide la terrorizzò forse più della lettera ricevuta la mattina precedente. “ Finalmente sei tornata cara, ti ho lasciato la bistecca in forno, è solo da scaldare “ le sorrise mentre apriva un grosso scatolone. “ Co…sa sta….te fa…cen…do? “ osò domandare non volendo veramente conoscere la risposta. “ Come cosa stiamo facendo? “ rimbrottò Nora, stupita. “ A te cosa sembra stiamo facendo tesoro? “ “ Mamma, mamma….ti piace? Non sono bellissima “ “ Oh mio Dio!” riuscì solo ad esclamare, mentre nella stanza fluttuavano pezzi di stoffa e veli. Sua cugina Cordelia che tagliava senza sosta, mentre Nora e Nonna Flo aprivano vecchie scatole sparpagliavano tessuti colorati da tutte le parti. Blith invece non faceva che volteggiare leggiadra, nel suo abitino azzurro, confezionato da Nonna Flo per la il suo saggio di fine anno. “ Basta, smettetela! Cosa credete di fare? “ ringhiò Buffy, mentre con le mani si massaggiava le tempie. “ Oh insomma…stiamo organizzando il tuo matrimonio cara “ “ Cooooosssssaaaaaaaaaaaaaa? “ “ Su non fare la finta tonta adesso Buffy “ la riprese scherzosamente Cordelia. “ Abbiamo saputo tutto da Riley questa mattina ed abbiamo deciso di darti una mano…ad affrettare i tempi diciamo….” “ Oh mio Dio!!! “ Continuò a esclamare Buffy visibilmente turbata. “ Oh, falla finita e vieni a darci una mano, il vestito sarà pronto per domani “ “ I O N O N M I S P O S O D O M A N I “ scandì lentamente in modo da essere ben compresa. “ Non vuoi farlo per Blith? “ replicò Flo, con le lacrime agli occhi. “ Quel mostro ce la porterà via se tu non fai qualcosa…” “ Nonna…lo so…io vorrei, ma “ sospirò prima di continuare “ Non ho trovato un uomo che mi sposi “ mormorò sconfitta. Gli occhi di Nonna Flo si illuminarono vittoriosi “ Beh questo non è un problema, l’ho trovato io per te “ “ Eh? “ Buffy era sull’orlo di una crisi di nervi e di pianto. “ Su adesso mangia e sta tranquilla, domani sarai la più bella sposina che Sunnydale abbia mai avuto. “ sentenziò con convinzione, accompagnata dal cenno affermativo, di Nora e Cordelia. “ Mamma, sarai il nostro raggio di Sole, ed io avrò finalmente un papà. Non è splendido Mamma “ “ Ora perché non ci sediamo tutti un momento e con calma ne discutiamo? “ Cercò di razionalizzare Buffy, che non voleva assolutamente perdere il controllo di quello che stava per accadere. “ Non c’è niente da discutere è già tutto organizzato, avessi visto il viso di padre Oz. Era così felice per te tesoro. “ “ Padre centra Oz adesso…E poi chi dovrei sposare sentiamo…” Buffy sentiva la testa che girava vorticosamente. Dio cosa avevano fatto quelle tre indemoniate. “ Cosa pretendevi di sposarti senza prete? Dio mio Buffy ma cosa ti passa per la testa oggi?…scusami se te lo dico ma mi sembri un po’ tonta! ” “ Adesso smettetela, mi fate paura. Penserò io a risolvere questa cosa a modo mio…” cercò di assumere un tono deciso e fermo prima che le cose precipitassero e lei si trovasse sposata al diavolo in persona. “ Abbiamo già sistemato le cose tu sposerai Spike ovviamente!” le tre donne sorrisero compiaciute della loro idea. “ Chiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!! Siete impazzite tutte quante? “ Buffy per poco non cadeva dalla sedia alla notizia. “ Non se ne parla nemmeno! Ho detto che sistemerò io la faccenda “ replicò poco convinta. “ E come pensi di fare? Avanti…“ gli domandò la nonna pungente. “ Beh…lo troverò non ti preoccupare…non sono poi così disperata…” cercò di sorridere, ma ne uscì una smorfia isterica. “ E dove….ai saldi del country club di Sunnydale? “ la nonna le si piazzò davanti, con gli occhi fissi in quelli di lei. “ Oh…beh…potrei chiedere a….a….. Owen, lui è un bravo ragazzo “ “ Oh ma certo, peccato che sua madre sia Suor Timorata di Dio a morte i peccatori. “ Buffy fece una smorfia di disappunto, ma non poteva darle torto. La madre di Owen non avrebbe mai permesso al figlio di sposare una ragazza con una figlia frutto del peccato. “ Allora….Parker…lui è un …un…” “ Playboy incallito? “ finì per lei, Cordelia. “ Oh beh…” Buffy sembrava in difficoltà crescenti. “ Allora, allora potrei provare con Wesley….” “ Chi….Wes, il cagnolino di Dru? Vuoi morire giovane Buffy? “ Nora scosse il capo decisa. “ Mi scoppia il capo “ Buffy era disperata. “ Oh adesso basta amore. Ormai è tutto sistemato. La cerimonia è organizzata, il vestito sarà pronto e le fedi … beh a quelle….” Buffy la interruppe precipitosamente “ Io non chiederò mai al Signor Giles di sposarmi….scordatevelo “ “ Oh non preoccuparti amore “ la sua voce calda e divertita, fu per Buffy una dolce frustata. Si voltò di scatto e lui era lì in piedi appoggiato allo stipite della porta. Ed aveva quel suo dannato sorriso e quel capo perennemente inclinato. Non è giusto, pensò Buffy, ma scacciò subito il pensiero pericoloso che si era insinuato nella sua mente. “ Non sarà necessario. Ho già detto di Sì “ “ Oh grazie mille, Ohi “ un calcio tirato negli stinchi fece gemere Buffy. “ Buffy ti ringrazia moltissimo Spike, ma è molto timida per dirtelo direttamente “ “ Ma davvero? “ ridacchiò lui, toccandosi la mascella con una mano. “ Ora saremo una famiglia vero Nonna? “ chiese Blith speranzosa. “ Sì amore. Una famiglia. “ disse con orgoglio e Buffy capì che era tutto perduto. Dio era fregata. “ No, no e poi noi. Non se ne parla nemmeno. S C O R D A T E V E L O “ ripeteva Buffy scuotendo il capo. Seduta in un angolino della cucina, accerchiata da tre invasate e da un piccolo demonietto, che farneticava di romantiche lune di miele e di fratellini biondi come il papà; Buffy cercava di resistere a quell’assedio. “ Avanti Buffy … non è poi la fine del mondo anzi… dovresti esserne felice ! “ Nonna Flo doveva essere impazzita pensò Buffy. “ Già mio figlio è davvero un bravo ragazzo si prenderà cura di te e di Blith…” “ Nonna penso di essere in grado di sapere cosa possa rendermi felice e cosa no. E grazie Nora, ma il fatto è che io sto bene così “ Provò con voce incisiva. Lo sguardo delle due donne però non sembrava essere d’accordo con lei. “ Avanti Buffy…restare soli è una cosa …. “ la voce di Cordelia si ruppe in un singulto. “ Ecco ora la fai piangere, sei senza cuore “ incalzò Nora, battendo una mano sulla spalla della povera Cordy. “ Eh? Cosa, ma non sta piangendo per…” “ Buffy adesso basta discutere. Questo matrimonio s’adda fare e si farà “ Sentenziò Nonna Flo decisa. “ Si….che bello! Mamma posso farti da damigella vero? Non vedo l’ora di avere un fratellino biondo “ Buffy sentiva la testa scoppiarle, doveva resistere, non poteva cedere e sposare quel….quel….oddio! Il solo pensiero che quell’uomo potesse dividere con lei la casa, il bagno e il letto…Che Dio fulmini quell’idiota di Angel. “ Blith…non è così semp…”
” No, no…io voglio un fratellino bello come Papà Spike “ “ Vedi anche Blith ha più buon senso di te ed ha capito come va la vita” continuò sua nonna ormai lanciata, come un predicatore sul pulpito. “ Gli uomini con la U maiuscola sono rari come le mosche bianche oggigiorno ragazza. Pensa a quel … ‘ E’ qui la festa? Fate largo che arriva Mr. Allegria ‘di Angel, o ad Owen attaccato alle gonne di mamma “ “ Nonna “ “ Cosa? Avanti non fare la finta tonta Buffy “ “ Io….io….non è così “ “ Oh invece si che lo è. Per la prima volta ti capita sotto mano un vero Uomo, con la testa sulle spalle, capace di badare a te e a tua figlia. Uno che sa quello che vuole e come ottenerlo. E tu cosa fai? Scuoti il capo e neghi la realtà. Guarda che tutte abbiamo visto come lo guardi, come lo eviti. Davanti a lui diventi una gatta selvatica che graffia e morde, ma che in realtà vuole solo fare le fusa.” “ Oh ma questa, questa è una menzogna…. “ “ Cosa vuol dire fare le fusa Nonna? “ Blith sembrava perplessa “ Mamma vuole strofinarsi alle gambe di Papà Spike? “
” Blith! Nonna adesso basta...” “ Si adesso basta, è ora di andare a dormire abbiamo ancora molte cose da preparare. Andiamo Blith “ come un tacito accordo le tre donne si mossero all’unisono, e si diressero verso la scala, lanciando uno sguardo di disapprovazione nella direzione di Buffy. “ Ehi aspettate un attimo…Accidenti a Spike “ Alzò gli occhi al cielo pensando alla giornata che l’attendeva. Scendendo le scale Buffy si preparava alla lotta, che sarebbe stata dura e senza esclusioni di colpi, ma si era ripromessa che avrebbe venduto a caro prezzo la pelle. Entrò in cucina con sguardo dritto e deciso, pronta a sfidare il mondo. Ad accoglierla un gelido silenzio, era la fase guerra fredda. “ Buongiorno “ pronunciò con noncuranza, mentre prendeva un piatto e si preparava a fare colazione. Silenzio tombale. Se l’era aspettato, ma faceva lo stesso impressione una stanza con 6 persone totalmente in silenzio. Strinse con forza il piatto cercando di farsi coraggio, e dopo averlo riempito prese posto a tavola. Tutti facevano colazione in religioso silenzio come avessero fatto un voto di clausura.